Salve Janeites!♥
Eccomi qua a scrivere il primo post di questo nuovo anno, dedicato alla recensione di un romanzo 🙂
Si tratta di “Aggrappati a un sogno”, di Matteo Zanini, giovane autore del quale vi ho già parlato in questo post: http://curiositadiunajaneite.blogspot.it/2013/12/irraggiungibile-di-matteo-zanini.html
Il libro narra le vicende di quattro sorelle, Ada, Cecilia, Minerva e Catherine, accomunate da un sogno: prendere in mano le redini della propria vita, prendere consapevolezza dei propri sogni e cercare di vederne la realizzazione.
Loro antagonista è la madre, Frances Olson, incapace di provare amore, dedita alla cura delle apparenze, cui è subordinata l’insensibile manovra dell’esistenza delle giovani.
Il romanzo, ambientato nell’Inghilterra vittoriana, racconta le vicende di tutte le signorine Olson, ma è su quelle che movimentano la vita di Catherine che maggiormente si incentra. È, infatti, in seguito ad una coraggiosa scelta della fanciulla che le vite di alcuni degli abitanti di Parklay, dimora della famiglia, cambieranno!
Questa citazione vi ricorda qualcosa? 🙂 Non tanto nel contenuto, quanto nella forma. Io non ho potuto non pensare all’incipit di “Northanger Abbey”: « No one who had ever seen Catherine Morland in her infancy would have supposed her born to be an heroine »
Che il nome della protagonista sia una coincidenza?♥ Ad ogni modo, noi Janeites non possiamo che apprezzare un bel riferimento austeniano 🙂
C’è qualcosa della nostra eroina austeniana anche nel carattere di questa fanciulla, di spirito vivace, coraggiosa, sognatrice, gentile..
Come non condividere, poi, questo suo pensiero?♥
Questo passaggio mi ha riportato alla mente altre parole di Jane, questa volta tratte da “Orgoglio e Pregiudizio”: « I declare after all there is no enojoyment like reading! How much sooner one tires of any thing than a book! »
In questo romanzo, naturalmente, non mancano i gentiluomini, e la nostra protagonista avrà modo di rapportarsi a rappresentanti del genere maschile molto diversi fra loro. Uno di questi..
« ..era uno di quei classici individui che non colpiscono immediatamente per il loro aspetto – quanto più per quell’aura di intrigante distacco dalla media che riesce a farli apparire ancora più interessanti -, di cui si sente che valga la pena conoscere le idee e le opinioni sui temi più diversi »
Come immaginerete, il mio primo pensiero è stato: “Oh..un Colonnello Brandon!♥”..anche a voi Janeites capita di cercare un corrispondente austeniano ogniqualvolta vi approcciate a una lettura? 🙂
Ci tengo a soffermarmi un attimo sui nomi delle due tenute che fanno da sfondo alle vicende narrate: Parklay e Hopewick; “Park-lay” (“giacere in un parco”, “essere parcheggiati”) e “Hope-wick” (“lumicino di speranza”), che trovo fortemente evocativi del significato che assumono nell’ambito della vita dei personaggi.
Consiglio la lettura di questo romanzo a tutti gli amanti dell’era vittoriana, delle storie d’amore, e della nostra zia Jane! 🙂
Uno dei personaggi
« ..desiderava vivere della propria penna, incidere i fogli con le proprie emozioni e gettarli nell’aria, con la viva speranza che potessero incontrare il favore di un numero indeterminato di anime affini.. »
♥
Concludo con la citazione di alcuni passi che mi sono piaciuti molto.
« Ci muoviamo sospesi in una bolla invisibile e avvolgente; i nostri passi sono impercettibili movimenti in punta di piedi nel generale susseguirsi di storie che è il mondo »
« Ciò che conta veramente è il presente, è costruirsi giorno per giorno un presente che sia degno di essere tale: solo in questo modo si potrà sempre essere soddisfatti, del proprio passato e del proprio futuro »
Come ho già scritto, non vi anticiperò altro sulla trama, e sicuramente non vi darò indizi circa il finale, ma ci tengo a riportare questo passaggio, che condivido molto..♥
« Non è da sciocchi credere nel lieto fine, ci vuole coraggio, determinazione e una dedizione costante e infinita per quelli che sono i propri obiettivi e le speranze individuali. Bisogna inseguirlo, questo finale positivo, è necessario non perderlo mai di vista, anche se la nostra mente può essere colpita da nebbiose e improvvise cadute, nonostante si possa inciampare in baratri che sembrano profondissimi, pur contrastando tutti i venti contrari – gelidi e pungenti – che potrebbero graffiare il nostro volto. È essenziale una potente dose di fiducia nelle possibilità del futuro, il quale, spesso, si diverte a metterci alla prova »
Ho apprezzato molto anche il fatto che il verbo presente nel titolo si possa leggere sia come participio passato sia come imperativo, come esortazione ad “aggrapparsi a un sogno”..♥
« Chi saprà vivere di un amore vero, di quell’amore che diviene reale dopo che ci si è tenacemente aggrappati a un sogno, scoprirà le reali soddisfazioni della vita.. »
Alla prossima lettura Janeites!♥
